La famiglia e le discriminazioni spesso ignorate

Anche se la Costituzione (art 29) riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, esistono alcune forme di discriminazione spesso ignorate.

Per molti aspetti oggi chi sceglie di sposarsi si trova ad essere penalizzato, dal punto  di vista delle agevolazioni fiscali, rispetto a chi sceglie la convivenza.

Qui di seguito alcuni esempi

  • 1 Al giorno d’oggi gli assegni familiari per una coppia di fatto o convivente hanno un valore maggiore  di quelli ricevuti da chi invece è sposato, in quanto gli assegni familiari vengono calcolati sul nucleo famigliare e non sul singolo individuo.

Esempio: coppia con un figlio minore di anni 18 lui reddito da dipendente 18.000, lei reddito da dipendente 18.000.

caso A lui e lei sono sposati: Assegno mensile euro 44,75

caso B lui e lei conviventi: Lei chiede ed ottiene assegno mensile di euro 107.28

         il risparmio a non essere sposati è di euro 750,36 annui

  • 2 Stessa situazione se un imprenditore decide di assumere sua moglie risparmia di meno del caso che  assumesse la sua convivente.

Lui imprenditore commerciale con reddito di euro 40.000, Lei sua dipendente con reddito di euro 18.000

Caso a: lui e lei sono sposati: Lui pagherà (su imponibile di 40.000) di irpef 11.190 Lei zero. Totale 11.190

Caso B: Lui e lei non sono sposati. Lui pagherà (su imponibile di 22.000) di irpef 4.614, Lei 3.022. Totale 7.636

        Il risparmio per la coppia non sposata è di euro 3.554

  • 3 analoghi vantaggi per coppie non sposate con due immobili (o perché “seconda casa” in montagna o perché ereditati dai genitori.

Lui possiede un immobile con rendita 1000 euro, Lei possiede un immobile con rendita 1000 euro.

Caso A lui e lei sono sposati,per legge devono convivere e l’imu totale pagata sarà (con aliquote base, che ormai nessun comune mantiene) 1748

Caso B lui e lei non sono sposati e ognuno ha la residenza (anche se magari solo fittizia) presso il proprio immobile, imu totale pagata 944

Il risparmio per la coppia non sposata è di euro 804

Questi dati fotografano una situazione paradossale: la scelta del matrimonio, che comporta una maggiore assunzione di doveri e di responsabilità sociali, risulta penalizzante rispetto a quella della convivenza.

A nostro avviso sarebbe necessario intervenire per eliminare questa ingiusta e incomprensibile forma di discriminazione: anziché scoraggiare la famiglia, la Politica dovrebbe premiare e riconoscere questo istituto attraverso misure concrete vanno dal quoziente famigliare, alle detrazione per le spese famigliari, dalla conciliazione lavoro famiglia alla politica per la natalità ecc.

Roberto Bettuolo e Alessandro Bazzan