Quale futuro per il rione Crocifisso? Incontro a Palazzo Moroni

Quale futuro per il rione Crocifisso? Incontro a Palazzo Moroni

Padova, 14 ottobre 2010 – Continua e si rafforza l’impegno nel territorio del movimento politico L’Albero, che ha fatto il suo debutto nel 2009 in occasione delle elezioni amministrative per il Comune di Padova. Questa mattina una delegazione di cinque rappresentanti del gruppo (Roberto Bettuolo, Andrea Omizzolo, Gasparetto Alberto, Carlo De Pace, Alessandro Bazzan) ha consegnato nelle mani del vicesindaco Ivo Rossi le oltre mille firme raccolte la scorsa primavera a sostegno della proposta che prevede la trasformazione in parco pubblico dell’area oggi inutilizzata fra via Bembo e via Telesio, nel cuore del rione del Crocifisso. Fin dalla nascita del movimento i giovani dell’Albero hanno preferito lo stile del dialogo a quello – spesso purtroppo dominante nel panorama politico odierno – dello scontro e del ricorso a slogan sguaiati. Una scelta cui hanno voluto mantenere fede anche oggi, “intavolando” un confronto costruttivo con il vice sindaco.

I rappresentanti del nuovo movimento politico hanno illustrato all’esponente della giunta padovana le ragioni alla base della loro iniziativa: l’area demaniale oggetto della petizione è inutilizzata e versa in stato di degrado, lo sfalcio dell’erba spesso non è garantito e l’illuminazione è inesistente. Trasformarla in un parco pubblico significherebbe “regalare” al rione uno spazio che ancora manca, dal momento che in zona Crocifisso le aree verdi attrezzate sono molto scarse.

Il vicesindaco – espresso un convinto sostegno alla proposta dell’Albero – ha fatto sapere di aver già preso contatto con il ministero della Difesa. L’area non è stata inserita nell’elenco dei beni “cedibili” ai Comuni oggetto del recente decreto sul federalismo demaniale, ma resta comunque in campo la possibilità di ottenere in concessione provvisoria questo spazio, che rimarrebbe di proprietà del demanio. Rossi si è impegnato a sollecitare nuovamente il demanio in questo senso: una richiesta rafforzata dalle oltre mille firme dei cittadini che hanno aderito con convinzione alla petizione.

L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sui problemi del rione Crocifisso e ragionare su alcune possibili soluzioni. L’area – ad alto insediamento urbano – rappresenta una cerniera di collegamento fra periferia e area storica della città, è priva di un centro-simbolico (fatta eccezione per la Chiesa) ed è ancora alla ricerca di una sua identità: questa l’analisi condivisa Sono state avanzate alcune proposte che si sono focalizzate in particolare sulle potenzialità di sviluppo dell’area di fronte all’istituto Bentsik, all’incrocio fra via Bembo e via Venier.

La proposta dell’Albero prevede poi l’avvio di laboratori partecipativi per coinvolgere residenti, associazioni e gruppi politici in un percorso che dovrà “disegnare” il futuro della zona. Un’idea raccolta con favore da Rossi, che ha garantito il suo impegno a sostegno dell’iniziativa.

RASSEGNA STAMPA

il mattino di Padova — 14 ottobre 2010   pagina 24   sezione: CRONACA

Si svolgerà oggi alle 12.30 l’atteso incontro a Palazzo Moroni sul futuro dell’area demaniale di via Bembo, inutilizzata da anni, che i residenti del Crocifisso vorrebbero trasformare in un parco pubblico. I giovani del movimento L’Albero assieme ad altri cittadini che hanno promosso l’iniziativa consegneranno al vice sindaco Ivo Rossi le oltre mille firme raccolte nel rione in primavera per chiedere la concessione dell’area che si estende lungo via Bembo tra le vie Pomponazzi e Telesio. Un polmone verde di 11mila metri quadri abbandonato a se stesso, in un rione, il Crocifisso, che soffre per la mancanza di giardini pubblici. L’area, di proprietà del demanio militare, non è mai stata utilizzata se non nel 1998 in occasione dell’adunata nazionale degli Alpini, e potrebbe diventare il luogo dove portare a giocare i bambini, socializzare, ospitare associazioni e iniziative, leggere immersi nel verde o fare una passeggiata col cane. Dietro la recinzione, da sempre, si vede solo erba alta. Niente illuminazione e sfalci dell’erba rari. (s.var.)

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